Leggenda di Guerra (la madre dell'alpino)

Armonizzazione di Vincenzo Carniel

Canto d'Autore del 1920
Musica di Giuseppe Volontà
Parole di Amerigo Giuliani



Testo

Lassù in una casetta
d'Italia sui confin,
viveva una vecchietta,
la madre di un alpin.

Col figlio suo d'accanto
nella quiete là fra i monti
viveva in un incanto
la vecchia col suo alpin.

Ma un dì fra le vette,
fra i bianchi nevai,
fra gole e ghiacciai
una voce ascoltò:

Madre, orsù,
il filgliol tuo dammi anche tu;
lo stranier calpesta ancor
le mie frontier

io la patria son
i miei figli tutti vò:
lo stranier è qui alle frontier.

Rombava la mitraglia
là proprio sui confin,
è giorno di battaglia
per il mio figlio alpin.

Dio mio, fa che ritorni
qui con me nella casetta
ad allietarmi i giorni
o io ne morirò.

Con ansia mortale
sul monte andò vagando,
ma invano chiamando
il suo caro alpin.

Madre, tu
il figliol tuo non chiamar più.
Sul mio altar
la gioventù seppe immolar.

Ei dorme quaggiù,
nè si desterà mai più;
madre, tu lo rivedrai lassù.

Descrizione

Anche detta "La madre dell'alpino". Canzone d'autore nata assieme ad altri canti simili nel periodo compreso fra il 1920 ed il 1940, rimane solo un'ombra della produzione di canti alpini del 1915-18. La genuina poesia popolare qui è assente: si respira, in questo canto carico di retorica, un'aria triste e funerea. Fa parte del primissimo repertorio che il Coro ANA di Milano ha eseguito all'inizio del suo lungo cammino artistico.