Il testamento del Capitano

Elaborazione di Giovanni Veneri

Canto degli Alpini del 1915



Testo

El capitan de la compagnia
si l'è ferito, sta per morir
el manda a dire ai suoi alpini
perchè lo vengano a ritrovar.

I suoi alpini ghe manda a dire
che non han scarpe per camminar.
"O con le scarpe o senza scarpe
i miei alpini li voglio qua".

"Cosa comanda sior capitano
che noi adesso semo arrivà".
"E io comando che il mio corpo
in cinque pezzi sia taglià".

"Il primo pezzo alla mia Patria,
secondo pezzo al battaglion
il terzo pezzo alla mia mamma
che si ricordi del suo figliol".

"Il quarto pezzo alla mia bella
che si ricordi del suo primo amor
l'ultimo pezzo alle montagne
che lo fioriscano di rose e fior".

Descrizione

La vera e sicura origine di quello che potremmo definire il più classico, il più nobile fra i canti degli alpini si riscontra nel canto funebre cinquecentesco Il testamento spirituale del Marchese di Saluzzo. Il Nigra ce ne tramanda le versioni, in piemontese arcaico, ritenute più originali e già nel 1858 traccia dettagliatamente la vicenda storica cui il canto è legato. Michele Antonio, undicesimo marchese di Saluzzo, capitano generale delle armi francesi nel reame di Napoli, mortalmente ferito da un obice durante la difesa della fortezza di Aversa assediata dalla truppe borboniche, nel 1528, esprime le sue ultime volontà ai soldati riuniti attorno al letto di morte. E sarà forse proprio uno di quei soldati l'ignoto autore che riversò nel canto gli ultimi sublimi istanti del capitano, creando una fra le gemme più interessanti del patrimonio epico - lirico italiano, ereditata in seguito dalla tradizione alpina.